BIOLOGIA EVOLUZIONISTICA ED ECOLOGIA
DOTT.SSA XIMENA MARIA MURESAN


Nella sua tesi, Ximena Muresan ha studiato il ruolo fisiologico di SRB1 nella pelle. SRB1 è un recettore che partecipa al trasferimento inverso del colesterolo, e perciò presente in molti tessuti steroidogenici; non c’era motivo di ritenere che fosse presente anche nella cute. Grazie all’uso di tecniche aggiornatissime, fra cui un modello tridimensionale della pelle da lei sviluppato, Ximena Muresan ha dimostrato che SRB1 è attivo nella pelle, soprattutto durante la differenziazione e la migrazione dei cheratinociti, e quindi svolge un ruolo importante nella rimarginazione delle ferite. Inoltre, il lavoro di Ximena Muresan ha messo in luce la suscettibilità di SRB1allo stress ossidativo, endogeno ed esogeno, il che suggerisce un nuovo meccanismo attraverso cui la pelle può essere danneggiata da fattori inquinanti. Durante il dottorato di ricerca, Ximena Muresan è stata una studentessa eccezionale, il cui lavoro ha prodotto 11 articoli in riviste internazionali, 6 inviti a conferenze internazionali e 2 premi. Per la rilevanza delle questioni scientifiche affrontate e la qualità dei risultati ottenuti, il Collegio dei docenti ha individuato la tesi di Ximena Muresan come la migliore presentata a conclusione del 29° ciclo di Dottorato in Biologia Evoluzionistica ed Ecologia.

SCIENZE DELLA TERRA
DR. GIACOMO FERRETTI
The application of natural and NH4+-enriched chabazite zeolites as soil amendment: a bio-geochemical exploration


La tesi, redatta in lingua inglese, sotto la supervisione del Prof. Massimo Coltorti e con il supporto della Prof.ssa Sophie Zechmeister-Boltenstern, Full Professor for Soil Science and Soil Microbiolgy, University of Natural Resources and Applied Life Sciences, della Boku University di Vienna, nel Settore Scientifico Disciplinare GEO/07, si è incentrata sullo studio dell’applicazione di minerali di origine vulcanica (zeoliti naturali) in contesto agronomico al fine di ridurre l’inquinamento ambientale dovuto all’utilizzo di fertilizzanti azotati. Il problema della bassa efficienza nello sfruttamento dell’azoto applicato tramite l’introduzione di fertilizzanti azotati alle colture è ben noto e risulta quindi di fondamentale importanza la ricerca di metodologie innovative che possano aiutare ad aumentarne l’efficienza e ridurre di conseguenza l’impatto dell’attività agricola sull’ambiente. Le zeoliti sono minerali caratterizzati da elevata capacità di scambio cationico e disidratazione reversibile che possono aiutare a risolvere, almeno in parte, questa problematica, unita a quella di un risparmio idrico, soprattutto per colture molto idroesigenti.

Le ricerche sviluppate dal Dott. Ferretti durante il suo percorso di dottorato, conclusosi ad aprile 2017 presso l’Università di Ferrara, hanno portato ad una maggiore conoscenza degli effetti relativi all’applicazione di questo ammendante inorganico di origine geologica sul sistema suolo-microorganismi-piante in contesto agricolo, colmando importanti gap nella letteratura scientifica. In svariati decenni di studi riguardanti l’applicazione di zeoliti naturali come ammendanti di suoli agricoli, non erano mai stati investigati gli effetti sulle comunità microbiche del suolo ed in particolare gli effetti su determinate tipologie di emissioni gassose, nonché tracciati i movimenti dell’azoto dal minerale alla pianta tramite tecniche isotopiche. Il successo di queste ricerche ha portato a diverse pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali di prestigio per il settore di soil science, soil chemistry e soil ecology e i risultati delle ricerche svolte dal Dott. Ferretti sono stati presentati a diversi convegni nazionali ed internazionali. In particolare l’utilizzo di zeoliti naturali nelle attività agricole e zootecniche ha permesso di ridurre fino al 50% la quantità di fertilizzanti, di abbassare fino ad un 20% il carico azotato di effluenti organici da allevamenti suinicoli e di risparmiare fino al 30% di acqua senza compromettere la produzione cerealicola. Contemporaneamente si è avuta una sensibile riduzione delle emissioni di gas maleodoranti e con effetto serra come NH3 e N2O o NOlegatiai processi di trasformazione chimico-fisici e biologici dei fertilizzanti azotati. Presi nell’insieme questi aspetti innovativi nel settore delle Scienze della Terra rappresentano il merito per assegnare il Riconoscimento Nicolò  Copernico 2017 per tesi innovative al Dr. Giacomo Ferretti.

FISICA
DOTT. GIACOMO GADDA
Development of new techniques for the study of human brain drainage


Il Dott. Giacomo Gadda si è brillantemente inserito in un progetto di ricerca finanziato dal MIUR (PRIN 2010-2011) che ha visto la collaborazione, a livello locale, del gruppo di Fisica Medica con il Centro Malattie Vascolari per lo studio di una importante e parzialmente inesplorata funzione fisiologica: il ritorno venoso cerebrale. Il Dott. Gadda ha dapprima sviluppato un modello emodinamico per estendere la simulazione della circolazione intracranica a livello delle vene del collo e poter calcolare i rispettivi valori di pressione e flusso sanguigno in condizioni sia fisiologiche che patologiche. In seguito, grazie ad un periodo trascorso presso il MRI Institute for Biomedical Research di Detroit (USA), il Dott. Gadda è riuscito a convalidare il modello emodinamico utilizzando dati sperimentali provenienti sia da immagini in Risonanza Magnetica che ecografia Doppler, dimostrando inoltre che il modello può essere utilizzato con successo in campo clinico per studiare la redistribuzione del sangue in caso di occlusioni venose.

Infine, il Dott. Gadda ha contribuito in modo originale all’elaborazione dei dati pletismografici provenienti dalla Stazione Spaziale Internazionale (esperimento Drain Brain con l’astronauta Samantha Cristoforetti), fornendo così uno strumento molto utile per la comprensione del ritorno venoso cerebrale in condizioni di microgravità. Presi nell’insieme questi aspetti innovativi nel settore della Fisica rappresentano il merito per assegnare il Riconoscimento Copernico 2017 al Dott. Giacomo Gadda.

SCIENZE CHIMICHE
DOTTORESSA LAURA CASARIN
Sviluppo di nuovi sistemi molecolari e di materiali innovatovi per celle fotoelettrochimiche rigenerative.


La Dr.ssa Laura Casarin  ha concentrato gli studi dottorali sul miglioramento di celle solari trasparenti a coloranti, note come Dye-Sensitized Solar Cells (DSSC), che possono trovare  applicazione come elementi architettonici integrati nelle facciate degli edifici, ed hanno un grande potenziale  nella conversione diretta della energia solare in energia elettrica. Laura ha seguito un approccio sistematico analizzando i diversi component il dispositivo solare, come il fotoanodo , il colorante sensibilizzatore, il mediatore elettronico e il controelettrodo, intervenendo su ciascuno di essi  e apportando in alcuni casi un considerevole miglioramento delle loro performances. Nella fase iniziale ha sviluppato un metodo di passivazione del fotoanodo basato sul trattamento del semiconduttore con silani che ha contribuito a ridurre significativamente l’efficienza di processi indesiderati di ricombinazione di carica fra elettroni foto-iniettati nel semiconduttore e il mediatore elettronico. Successivamente si è dedicate alla caratterizzazione di una nuova serie di

b- porfirine, rivelatesi ottimi sensibilizzatori; ed infine la sua ricerca si è rivolta allo sviluppo di nuovi mediatori elettronici, costituiti da complessi di cobalto e alla modifica del controelettrodo legando alla superficie polimeri conduttori a base di PEDOT o nanohorns di carbonio.  

Con questi studi La Dr.ssa Casarin ha considerevolmente contribuito all’avanzamento delle conoscenze nel settore della chimica di coordinazione inorganica e nella conversione dell’energia solare. Presi nell’insieme queste ricerche del settore Scienze Chimiche rappresentano il merito per assegnare il Riconoscimento Copernico 2017 per tesi innovative alla Dott.ssa Laura Casarin.

ARCHITETTURA
DR.SSA ELENA DORATO
The Active City. Urban Planing and Design Enhancing Health and Physical Activity


La Dr.ssa Elena Dorato si è particolarmente distinta nel corso del triennio di Dottorato internazionale per avere sviluppato un progetto di ricerca originale e fortemente interdisciplinare, indagando importanti tematiche urbane in stretta connessione con le modificazioni socio-culturali ed epidemiologiche degli stili di vita della popolazione. La recente concettualizzazione del modello di Città Attiva –ovvero di contesti urbani capaci di facilitare la pratica motoria quotidiana con ricadute positive sulla salute delle persone – è stata approfondita ed indagata a partire da diverse prospettive e coinvolgendo numerosi campi disciplinari (soprattutto le scienze sociali, epidemiologiche e dell’attività fisica), arrivando poi alla definizione di nuovi strumenti operativi che valorizzino e supportino politiche e pratiche urbanistiche più attente alla salute dei cittadini e al contempo capaci di garantire condizioni di sostenibilità, sicurezza, accessibilità e bellezza delle città.

Inoltre, questa ricerca ha contribuito alla sistematizzazione delle conoscenze teoriche ed operative già esistenti in merito alla realizzazione di contesti urbani attivi, costruendo un profilo attendibile delle molteplici e sfaccettate relazioni che intercorrono tra la città e le persone, il loro stato di salute e i livelli praticati di attività fisica, e definendo un quadro chiaro, solido ed interdisciplinare su cui basare future ricerche, sperimentazioni e progetti urbanistici. Presi nell’insieme queste ricerche nel settore dell’architettura rappresentano il merito per assegnare il Riconoscimento Copernico 2017 per tesi innovative alla Dott.ssa Elena Dorato.

Abstract

L’ipotesi sostenuta da questo lavoro è che l’urbanistica (pianificazione e progettazione urbana, insieme con la progettazione architettonica e del paesaggio) abbia l’enorme e fondamentale capacità di prendersi cura della salute, qualità di vita e benessere della popolazione urbana; e che il modello della Città Attiva rappresenti un potenziale e positivo mezzo per raggiungere un simile obiettivo. Questa tesi, attraverso una ricerca sulle relazioni tra urbanistica, salute pubblica e ambiente costruito – con una particolare attenzione al tema dell’attività motoria, in quanto uno dei principali determinanti della salute – vuole affrontare da una prospettiva propria della pianificazione e progettazione urbana le complesse relazioni ed i processi causali che legano le caratteristiche dell’ambiente urbano alla salute della popolazione, agli stili di vita e al loro benessere, così come alla salute pubblica e ai livelli di attività fisica praticata.

Dai tempi della rivoluzione industriale di metà XIX secolo, i problemi igienici della città contemporanea sono cambiati profondamente, così come si sono trasformate le strutture sociali ed i bisogni delle persone. La salute e la pratica di attività fisica non sono più, oggi, argomento esclusivo di epidemiologi e scienziati dello sport: rappresentano, invece, un obiettivo prioritario da raggiungere anche grazie ad interventi integrati e multidisciplinari sul contesto fisico in cui la popolazione risiede, affrontando il tema della vivibilità urbana attraverso politiche, programmi e progetti urbanistici ed architettonici finalizzati alla sostenibilità, sicurezza, accessibilità e bellezza delle città, fornendo la possibilità a tutti i cittadini di acquisire abitudini e stili di vita più sani e attivi.

Il fine ultimo di questa ricerca è quello di spostare la prospettiva teorica, così come quella operativa, da letture e approcci al tema prevalentemente mediche e sociali a problematiche urbane, esplorando il campo vasto ed in crescita della cosiddetta Città Attiva, in maniera esauriente ed il più possibile interdisciplinare. Pertanto, l’obiettivo principale è quello di investigare come la città (i suoi spazi pubblici e collettivi come luoghi privilegiati di socialità e attività e le trasformazioni che questi subiscono per mezzo dei processi urbanistici) possa aiutare tutta la popolazione a mantenersi in salute, consentendo e promuovendo la pratica di attività motoria nella quotidianità, considerando principalmente le tue tipologie che possono essere praticate in ambiente pubblico urbano: attività fisica ricreativa e di trasporto.

Questa ricerca vuole sistematizzare le conoscenze teoriche ed operative già esistenti in merito alla realizzazione di contesti urbani attivi, costruendo un profilo attendibile delle molteplici e sfaccettate relazioni che intercorrono tra la città e le persone, il loro stato di salute e i livelli praticati di attività fisica, definendo un quadro chiaro e il più possibile solido su cui basare future ricerche e progetti urbanistici.

Secondo i risultati dello studio, l’ipotesi teorica è sostanzialmente confermata: l’ambiente costruito/progettato urbano gioca un ruolo fondamentale nell’influenzare la pratica di attività motoria da parte della popolazione, avendo quindi un importante impatto anche sulla salute pubblica. Combinando insieme le discipline e gli approcci dell’urbanistica e della salute urbana e attuando strategie, politiche e progetti integrati e multi-livello sul contesto fisico delle città si potranno raggiungere ottimi risultati, influenzando le scelte comportamentali verso la pratica di attività motoria in grado di migliorare la salute della popolazione.

FARMACOLOGIA E ONCOLOGIA MOLECOLARE
DOTTORESSA ALBA CLARA SARTI
Il recettore P2X7 modula il metabolismo mitocondriale


La Dr.ssa Alba Clara Sarti si è particolarmente distinta nel corso del triennio di Dottorato per avere avviato un progetto di ricerca estremamente originale e creativo che ha portato ad identificare una nuova molecola regolatrice del metabolismo mitocondriale in condizioni fisiologiche e patologiche.  I mitocondri, la più importante centrale energetica delle nostre cellule, consumano ossigeno e sintetizzano una molecola ad altro contenuto energetico denominata ATP. L’ATP è il più importante intermedio ad alta energia prodotto ed utilizzato in tutti gli organismi viventi. Il mantenimento dell’omeostasi energetica è fondamentale in tutte le attività del nostro organismo, in salute ed in malattia. Questo progetto ha rivelato che la produzione di energia da parte dei mitocondri è modulata dalla presenza dello stesso ATP nello spazio extracellulare, e pertanto i mitocondri sono costantemente informati non solo del contenuto energetico delle cellule, ma anche dello stato energetico dell’ambiente extracellulare, e quindi dell’organismo intero. L’ATP presente nello spazio extracellulare agisce su un recettore della membrana cellulare denominato P2X7. L’attività di questo recettore regola finemente la produzione di energia dei mitocondri. Il contributo della Dr.ssa Sarti permetterà di comprendere compiutamente le basi fisiopatologiche di malattie che interessano organi ad alto consumo di energia come ad esempio il cuore. Presi nell’insieme questi aspetti innovativi nel settore della Farmacologia e Oncologia Molecolare rappresentano il merito per assegnare il Riconoscimento Nicolò  Copernico 2017 per tesi innovative alla Dr.ssa Alba Chiara Sarti.

FARMACOLOGIA E ONCOLOGIA MOLECOLARE
DOTTORESSA CLAUDIA MORGANTI
Regolazione della morte e del differenziamento cellulare: nuovo ruolo per ATP sintasi, PML e metaboliti mitocondriali


La Dr.ssa Claudia Morganti si è distinta durante il corso del triennio di Dottorato per aver contribuito allo sviluppo di tre progetti di ricerca innovativi e originali di fondamentale interesse scientifico che hanno portato a identificare un nuovo ruolo per proteine coinvolte nei processi di morte e di differenziamento cellulare. Il primo proggetto sviluppato ha come obbiettivo l’identificazione molecolare del “poro di permeabilità transitoria mitocondriale” (PTPC), responsabile della permeabilità transitoria mitocondriale, un evento che causa morte cellulare, alla base di diverse patologie umane, tra cui danno ischemico. In questo lavoro, l’ATP sintasi mitocondriale è stata identificata come fondamentale per la formazione del PTPC, in particolare è stato identificato che l’apertura del PTPC è un processo multistep che coinvolge la dissociazione dei dimeri di ATP sintasi e successivamente la formazione di un poro nella membrana mitocondriale che coinvolge la subunita C dell’ATP sintasi, responsabile della formazione del cosìdetto C-ring. Nel secondo proggetto è stato identificato un nuovo ruolo per la proteina associata a leucemia promielocitica (PML), noto oncosoppressore. Partendo da recenti scoperte che hanno identificato un possibile ruolo di PML nei processi di regolazione del metabolismo cellulare e della biologia di cellule staminale, la Dr.ssa Morganti ha dimostrato come PML sia fondamentale per il processo di adipogenesi di cellule staminali mesenchiamli derivate da muscolo scheletrico (MDSC). La delezione genetica e farmacologica di PML infatti blocca l’adipogenesi delle MDSC. Inoltre è stato identificato un nuovo pathway molecolare che collega PML ai  eccanismi di autofagia e per la prima volta alla regolazione di un altra proteina fondamentale per il differenziamento staminale, PKCβ. Questo nuovo ruolo di PML potrà contribuire a capire l’esatto meccanismo molecolare alla base dei processi di adipogenesi, fondamentali per lo sviluppo di future strategie terapeutiche per malattie legate all’obesità e a disordini metabolici. Nel terzo progetto la Dr. Morganti ha studiato come la comunicazione tra diversi organelli, in particolare tra mitocondri e nucleo, influenza il differenziamento di cellule staminali mesenchimali (MSC). Il processo di differenziamento delle MSC è un tema ampiamente studiato dal punto di vista trascrizionle, ma poco si conosce su come il metabolismo possa regolare tale processo. In questo proggetto sono stati  dentificati punti di contatto tra il nucleo e i mitocondri che suggeriscono un attivo coinvolgimento del mitocondrio durante il differenziamento, infatti il mitocondrio può fornire metaboliti fondamentali per il nucleo per orchestrare questo fine processo. In particolare l’Acetil-CoenzimaA è stato identificato come metabolita chiave in grado di connettere il processo metabolico mitocondriale con la struttura cromatinica e la trascrizione genica fondamentale per il differenzamento delle MSC. Infatti inibendo il sistema di trasporto che permette all’Acetil-CoenzimaA prodotto nel mitocondrio ad uscire da questo e rendersi disponibile al nucleo il differenziamento delle MSC si blocca, in quanto il gruppo acetilico non può essere usato per l’acetilazione dell’istone H3 sulla lisina 9 (H3K9), un noto marker epigenetico associato all’ osteogenesi. Il contributo fornito dalla Dr.ssa Morganti ha contribuito ad ampliare campi di ricerca di notevole interesse, e i suoi studi potranno fornire nuove strategie terapeutiche nel campo delle malattie cardiovascolare, disfunzioni metaboliche e nel campo della medicina rigenerativa.

Le Giurie

Il Premio “Giulio Natta” si avvale della collaborazione di una giuria tecnica composta da affermati Ricercatori selezionati in ambito Nazionale ed Internazionale che, in base al settore scientifico prescelto di anno in anno, dovranno individuare lo Scienziato meritevole del riconoscimento.

Commissione Scientifica per attribuzione Premio “Giulio Natta” per la Chimica
Edizione 2017

Componenti
Prof. Pietro Dalpiaz – Presidente
Prof Antonio Guarna
Prof. Paolo Galli
Ing. Gabriele Mei
Prof. Vincenzo Busico
Prof. Markus Busch
Prof. Giulio C. Sarti

Commissione Scientifica per attribuzione Premio “Nicolò Copernico” per le Scienze Biomediche

Componenti
Prof. Tognon Mauro – Presidente
Prof.ssa Immacolata De Vivo
Prof. Giovanni D’Angelo

Commissione di valutazione Riconoscimenti e Motivazioni “Nicolo Copernico” per innovative tesi in scienze e tecnologie

Componenti
Dr. Bolognesi Alfredo – Presidente
Ing. Claudio Mingozzi
Prof. Pietro Dalpiaz
Prof. Tognon Mauro

Bando

Comitato Promotore Premi «Giulio Natta e Nicolò Copernico»
per la Ricerca Scientifica e l’ Innovazione Tecnologica

PREMIO NICOLO’ COPERNICO BANDO DI CONCORSO per giovani Ricercatori

PREMIO PER UNA PUBBLICAZIONE INTERNAZIONALE, NEL SETTORE DELLE SCIENZE BIOMEDICHE, APPARSA SU UNA RIVISTA SCIENTIFICA CON ALTO FATTORE DI IMPATTO, IF, MAGGIORE DI DIECI, 10

Il Comitato Fondatore Premio “Nicolò Copernico” per la Ricerca Scientifica ed Innovazione Tecnologica di Ferrara assegna un premio per un lavoro scientifico del settore delle Scienze Biomediche pubblicato da una importante rivista internazionale con alto fattore di impatto, I.F.>10. L’articolo scientifico, pubblicato nel periodo Luglio 2016-Giugno 2017, deve recare come primo autore, il nome di un giovane ricercatore italiano di età non superiore ai 35 anni.
L’articolo pubblicato deve rappresentare il lavoro scientifico svolto presso una struttura scientifica italiana. Il premio consiste in un assegno ad personam di 3.000 (tremila) Euro. Gli interessati dovranno far pervenire, alla Segreteria del Premio Copernico, Prof. Mauro Tognon, Università di Ferrara, Via Fossato di Mortara 64/b, 44121 Ferrara, i seguenti documenti in una copia cartacea e una elettronica su CD, entro le ore 17.00 di Venerdì 25 Agosto 2017:
a) domanda formulata su carta libera;
b) pubblicazione attinente le finalità scientifiche del premio in oggetto, con specifica indicazione della struttura italiana dove è stata eseguita la ricerca;
c) lettera di certificazione del Direttore della struttura italiana dove è stata eseguita la ricerca;
d) curriculum vitae e scientifico del candidato, incluso il codice fiscale e foto tessera;
e) relazione sull’attività scientifica svolta nel settore o affini;
f) elenco e copia di altri lavori scientifici pubblicati da riviste internazionali indicizzate e relativo impact factor 2016.
Le domande dei candidati saranno vagliate da una apposita Commissione nominata dal Comitato Fondatore davanti alla quale gli stessi potranno essere chiamati a sostenere un colloquio inerente la pubblicazione presentata. L’esito verrà comunicato al vincitore entro il 8 Settembre 2017. Si rende noto che in precedenti edizioni sono stati premiati articoli pubblicati da Science, Cell e Nature. Non sono cumulabili premi per la medesima pubblicazione.
Il giudizio della Commissione è insindacabile. Sito web: www.preminattacopernico.it

Il Presidente del Comitato
Prof. Pietro Dalpiaz

Ferrara, 1 Giugno 2017

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